giugno 19, 2010

Non è ancora arrivato il momento di leggerti, chè per te è scoccata un'ora diversa.
Guardo le mie pile di future letture, sei sparso in parole tra un risvolto di comodino e un angolo pasciuto di mensola equilibrista.
Il nostro vero, unico, possibile incontro, comincia tra quelle pagine.
Sarà allora che sentirò definitiva e prepotente la vera mancanza di una penna mai schiava di nessuna umilizione.

(José Saramago 16 Novembre 1922 - 18 Giugno 2010)

Vengano infine le alte allegrie,
le ardenti aurore, le notti calme,
venga la pace agognata, le armonie,
e il riscatto del frutto, e il fiore delle anime.
Che vengano, amor mio, perché questi giorni
son di stanchezza mortale,
di rabbia e agonia
e nulla.

3 Comments:

Blogger il Russo said...

La bellezza della letteratura è che lei resta, dittature che bruciano libri in piazza a parte, anche dopo che se ne è andato chi le ha dato forma con il proprio scritto...

20:52  
Blogger Marte said...

forse è l'unica idea di "eterno" davvero possibile.

23:21  
Blogger Alligatore said...

Vi quoto in toto... Saramago vive dentro le pagine dei suoi libri e nel cervello di chi lo leggerà.

16:36  

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