giugno 14, 2010

Il Paese è reale

Dunque...se il Russo scrive un post sugli operai, e Gap un altro sugli Uomini di partito, io posso mai vagheggiare su cose assolutamente personali?

Ho deciso quindi di parlare d'insegnanti.

Chi scrive in effetti è un'insegnate mancata.
Con grosso dispiacere di chi prospettava brillanti carriere accademiche, rifiutai d'impelagarmi in graduatorie e scuole di specializzazioni.
Scelsi di fare altro, per motivi personali e politici.
Non ne farò qui un elenco, visto che voglio parlare d'insegnanti e io ho deciso di non esserlo.

Ho avuto la fortuna d'incontrarne di bravi e preparati.
Molto più di quanto mi potessi aspettare.

Ma ce n'è una che nel corso degli anni ho visto passare quasi indenne attraverso riforme mediocri, governi insulsi, e lungimiranze cieche.
Quasi mai l'ho vista vacillare.
Solo un paio di volte ho temuto che abbandonasse.

Quella volta per esempio che la mandarono ad un corso di aggiornamento per l'uso dei personal computer.
Era incazzata come non mai.
E non mi spiegavo il motivo di tanto astio.

"Abbiamo la palestra inagibile e mezza franata, il riscaldamento inesistente, un numero di aule insufficente per i bambini iscritti, ci mancano gli insegnanti di sostegno e pure i bidelli. Ma secondo te quando mai avremo dei pc da poter usare insieme ai bambini? E' già tanto che non ci manchino carta e penna!"
Che in effetti anche quelle mancavano, ma le maestre le compravano da se.

Per tentare una consolazione le dissi che in fondo poteva farlo per se stessa, anche semplicemente per imparare qualcosa di nuovo.
Mi rispose che non ha senso imparare qualcosa di nuovo se non si ha modo di renderlo "concreto" e per di più usando denaro che sarebbe stato meglio impiegare in urgenze oramai incontenibili.

Sono passati gli anni, e lei è rimasta sempre li.
La stessa aula in fondo al corridoio.
Quella dove io stessa feci la prima elementare.

Non ha ceduto, nemmeno di fronte ai governi più inutili.
E anche quest'anno mi ha raccontato soddisfatta e orgogliosa della festa di fine anno.

I bambini di cinque anni accolti oramai quasi tre anni fa sono pronti per la prima elementare, e così le maestre hanno deciso di regalare loro dei piccoli diplomini insieme alla foto della loro prima scuola con un primo piano di ognuno.
I genitori invece hanno comprato il cibo e così hanno festeggiato tutti insieme la conclusione di un primo, importante ciclo.

L'ascolto stupita.
Per l'orgoglio che ancora prova nel sapere che i suoi alunni affronteranno le future prove scolastiche con gioia e ottimismo.
Per la soddisfazione di aver trasmesso nozioni di geografia senza l'aiuto di google maps.
Per la commozione quando mi dice "sai, mi hanno anche fatto un regalo..."

Le chiedo da che fondo hanno attinto per i "diplomini" e le foto regalati ai bambini.
Le mi dice: dal fondo personale.

Mia mamma è così.
E' quella che non veniva alle mie feste scolastiche per non abbandonare i propri alunni, e che tutt'ora magari ogni tanto rinuncia a qualcosa se deve far fronte a qualche esigenza quotidiana più o meno imprevista.
Ma non si tira indietro e si mette ancora le mani in tasca per lasciare un ricordo a dei bambini che ancora si illude vengano su meglio della maggior parte degli adulti che conosce.

Ha perso fiducia in tutto mia mamma, ma non nel valore dell'insegnamento appassionato.
Tra noi due forse è lei quella che sta facendo la vera Resistenza.


22 Comments:

Blogger Gap said...

Peccato che non ci siano stati commenti. E' vero che si scrive per se stessi e per una specie di testimonianza verso chi legge, è vero che il commento non è richiesto e non è necessario ma, a volte, e d'obbligo per chi legge e "consolante" per chi scrive.

16:40  
Blogger Marte said...

Un vero peccato si. Non che questo blog pulluli di commenti e frequentatori. Ma ho raccolto partecipazioni a post molto meno sentiti di questo.

20:17  
Blogger il Russo said...

A volte si legge un post e, forse perchè si vive una storia simile, si è talmente soddisfatti dal vederla raccontata così bene che si passa, incassa (culturalmente ed emotivamente) e si tace.
Ha ragione Gap, è sbagliato.
Questo bel post nella sua semplicità mi ha coinvolto tantissimo, non tutto ci è dovuto, tantomeno il fatto che un'amica riesca a scatenare in noi a livello emotivo qualcosa come il non sentirsi soli nel percepire e soffrire per lo scempio che in Italia vien fatto all'Istruzione tutta.
E allora diciamocelo: brava Marte, questo post è stato un'autentica boccata d'ossigeno.

21:00  
Blogger Marte said...

Anche questa presenza fa tirare un pò il fiato. Grazie.

23:22  
Blogger Dodo Reale said...

Bellissimo articolo, toccante. Per quello che vale, e nonostante non sempre la "googleizzazione" mi trovi d'accordo, lo condividerò di qua e di là. Piacere di conoscerti.

10:38  
Blogger Marte said...

Tenevo davvero molto a questo post. Grazie per essere tornato in qui. E per averne lasciato traccia.
Il piacere è assolutamente condiviso e affato formale.

11:24  
Blogger criss said...

Ho una figlia di 8 anni, da quando ha iniziato le primarie/elementari sono rappresentante di classe e ho potuto constatare come un'insegnante 'col cuore' faccia la differenza. Certo ci sono nozioni e regole da trasmettere, ma non basta conoscerle per essere in grado di farlo. Nel mio piccolo provo a sopperire alla mancanza di entusiasmo delle maestre di mia figlia seguendola molto nel lavoro a casa, e in questo ho trovato risorse inaspettate in rete: blog di maestre-genitori-nonni, raccolte di schede, addirittura video home-made per spiegare concetti scolastici difficili. Tutto questo è segno che insegnanti motivati ancora ci sono ... e spero proprio che prima o poi anche mia figlia ne incontri uno.

14:12  
Blogger Marte said...

Vivere il mondo della scuola, è sempre più difficile.
Per gli insegnanti, per gli studenti, per le famiglie.
Sono sicura che tua figlia riuscirà a trovare lungo il suo percorso di studio, persone che riusciranno ad appassionarla. Forse più che di certezza, dovrei parlare di speranza.
Ma tra i miei amici ci sono tanti insegnanti "giovani" e motivati, e questo mi permette di non disperare nel futuro della scuola.
Magari puoi ripassare ogni tanto, e raccontarmi come va.
ps: Bellissima l'interazione con la rete come stimolo e scambio

14:37  
Blogger criss said...

lo spero anch'io. Troppo spesso le maestre si dimenticano che per ogni alunno è la prima volta: la prima volta che vanno a scuola, la prima volta che scrivono una verifica, la prima volta che fanno un'interrogazione, la prima volta che un concetto nuovo e complesso gli si presenta davanti ... noto una grande apatia e stanchezza tra le maestre, specialmente se vicine alla pensione, che spesso dimenticano che qualsiasi loro alunno HA DIRITTO allo stesso entusiasmo riservato a quelli della loro prima esperienza d'insegnamento. Le maestre invecchiano - i bambini no.

15:38  
Blogger Marte said...

"Le maestre invecchiano - i bambini no"
Vero, assolutamente vero.
Ed è anche vero che ci sono, come in ogni campo, insegnanti incapaci.
Paradossalmente, i più demotivati che ho conosciuto erano quelli più bravi ed appassionati. Che alla fine della "carriera" sono diventati frustrati.
Mia mamma ha 60 anni, e fa la maestra in una scuola elementare, per non "sentirti stanca" devi avere davvero una grande passione.

Tra una riforma, un taglio e una lista d'attesa, io non so quanto entusiasmo rimarrà ai miei amici. Quelli che escono da Università, Scuole di Specializzazioni, supplenze intermittenti qua e là etc..etc..

Tu, come genitore, fai benissimo ad voler essere partecipe e presente dentro la scuola.
La scuola pubblica vive e si appoggia anche su questo.

16:10  
Blogger Dodo Reale said...

Fai bene a tenerci, è davvero bello.

Scusa se rispondo a tratti ma ultimamente ho un rigetto per il web, forse causato da indigestione. Ma il web, come anche la scuola, è uno specchio della società. O no?

Resistiamo certo, quello sempre! Ma se siamo in uno specchio... "Perchè ti meravigli?". Buona domenica a tutti.

11:17  
Blogger Marte said...

Ci si comincia a meravigliare quando si comincia un viaggio senza portarsi dietro se stessi. In ogni riflesso, c'è un suggerimento. Utile o no, è una consapevolezza in più.

Ritorno a tratti anche io. Questo posto non mi è più "quotidiano" come un tempo. Ma continua a tirare fuori stimoli. Centellinati, ma preziosi.
La meraviglia dell'inaspettato.

09:31  
Blogger criss said...

non sono d'accordo con te Dodo quando dici che la scuola è uno specchio della società (magari lo fosse!); la scuola, quella d'adesso, è un castello turrito e chiuso, a salvaguardia dei residenti e dei loro privilegi e raramente a tutela dell'utenza -leggi bambini -. Il web sì, quello sì è un riflesso della società, perchè la società si è allargata, rigenerata e ricollocata nel web.
Il viaggio, se reale e off line, è esperienza, stupore e cambiamento: dopo non potremmo più essere quelli di prima.
(Per inciso e per mantenere un contatto con il post iniziale, mia figlia sta imparando a studiare e ieri ha preso due ottimi voti! Gongolo come l'ottavo nano!)

11:30  
Blogger Marte said...

Non credo che solo nel web si rifletta la società.
Penso che davanti e dietro lo schermo ci siamo cmq noi stessi.
E siamo sempre quelli che vanno in un ospedale, che lavorano alle casse di un supermercato, che si fanno i conti per arrivare a fine mese, che portano i bambini a scuola, che aspettano un autobus e...mille cose.
Normali, necessarie e quotidiane.

Dentro il web si trovano persone. E queste persone stanno anche fuori.
Come V. cara amica e maestra elementare che sul suo facebook racconta della promo fatta dai suoi alunni per promuovere un progetto di adozione a distanza.

Io, in tutto questo ho capito solo una cosa: essere partecipi è indispensabile per il cambiamento.

Qualcuno scriveva: l'inferno sono gli altri.
E noi?

12:01  
Blogger criss said...

"libertà è partecipazione" cit.

12:12  
Blogger Marte said...

"Il problema è che passiamo troppo velocemente dall'età in cui diciamo "farò così" a quella in cui diremo "è andata così"" cit.

oggi pomeriggio al cinema, e il film m'è piaciuto :)

23:33  
Blogger Dodo Reale said...

Finchè c'è meraviglia, teniamoci ben stretti alle poltrone! WOW
:) (Anche se mi sembra che ci si avvicini all'età di "non è andata così", più che altro.)

In risposta a Criss. Una parte sempre più importante della nostra vita è controllata di torri d'avorio con privilegi e disegni imperscrutabili. Che allora rassomiglia sempre più alla scuola. O non ho capito cosa volevi dire?

E il web invece è un magico luogo dove di fianco all'open source e alla condivisione c'è il copiaincolla più banale, il voyeurismo, la banalità convulsa e virale, se non volgare.

Mah.. Opposti che convivono? Inferni che si guardano in cagnesco? ;) Buona serata a tutti.

18:31  
Blogger Marte said...

@Dodo @Criss a leggervi io non vedo distinzioni tra web e società. Non so se la convivenza fra le due cose possa davvero mai essere pacifica, ma non vi vedo affatto pronti alla resa.

Buona notte.

23:33  
Blogger Dodo Reale said...

Resa? Direi che hai colto nel segno. Mai.
Saludos a tutti

10:39  
Blogger criss said...

Cos'è la società? Siamo noi, tutti insieme e tutti diversi, e le dinamiche che creiamo o subiamo nei vari ambiti che frequentiamo (la rima è involontaria, ma suona bene).
Cos'è la scuola (e mi riferisco alla primaria/elementare)? Un ambito istituzionale che i nostri figli devono frequentare al fine di 'apprendere/imparare' nozioni per ottimizzare il loro potenziale.
Cos'è il Web? Web e Internet non sono la stessa cosa: Internet
identifica la teconologia secondo cui è possibile configurare un certo tipo di reti di
computer; Web è l'insieme (a livello mondiale) di software e
protocolli installati sulla maggior parte delle macchine connesse ad una Internet (sto facendo un corso on line di Web Mastering e mi scuserete la didattica).
Noi siamo ovunque, nelle dinamiche, tra gli insegnanti, nelle tecnologie e nei sw e protocolli che creiamo, e con noi la società. Credo che tra noi e gli altri ci sia solo l'individualità presunta o reale, il nostro sentirci diversi da tutti gli altri, che conunque è sentimento comune. Ragazzi, siamo tutti sulla stessa barca, e ci tocca di remare (e se continua a piovere così non solo in senso figurato). Tornerà ancora il sole e mi schiarirò le idee. :)

11:46  
Blogger Marte said...

@criss a me pare che tu le idee le abbia abbastanza chiare, insieme alla consapevolezza di essere parte attiva dentro la società.

come sta la piccola?

20:24  
Blogger criss said...

grazie @Marte, la piccola sta benone. Non esiste impresa più faticosa e gioiosa che aiutare un bambino a crescere.

La mia bimba ha solo 8 anni, ed è la mia luce, ma mi ripeto ogni giorno che il mio compito non sarà tenerla con me, ma insegnarle ad andarsene sulle sue gambe.

09:58  

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