luglio 20, 2009

Torneremo a Genova, senza furore e senza spavento.


E poi dall'ultima galleria
sembra mai più poter riaprirsi il sole
e quando luccica dal fondale
dalla rugginosa ferrovia

Dalle budella della grande vedova
diritto in faccia a un muro alto
Porta Principe in un sussulto
ti vomita addosso a Genova...

Io quando tornerò a Genova per prima cosa col caffè di rito
nel piazzale della stazione, dal baracchino il passo addormentato
lo muoverò per riconquistare la dignità di me stesso al mondo
ed il dovere di camminare a testa alta guardando il fondo

guardare in fondo, guardare il mare, guardare il punto fermo sull'abisso
vedere tutto tornare, urlare, fronte spezzata da un chiodo fisso
fronte spaccato, fronte diviso, fonte che anneghi al pozzo San Patrizio
del mare rosso del nostro sangue plebeo che soffoca nel precipizio,
che soffoca nel precipizio...

Quando ritorneremo a Genova ritorneremo sopra la criniera
bianca dell'onda che si frange al frangiflutti che mangia la sera
e scuote il senso del presente, della memoria che si schianta
quando Genova ritornerà quella del luglio del sessanta

Quando ritorneremo a Genova e quando Genova sarà tornata
quando torno, torno al nostro inverno la resistenza verrà dichiarata
quando in tutto quest'inferno ritroveremo i nostri sentimenti
verremo in braccio alla natura, verremo sopra i quattro elementi...

Chi siamo noi? Ora siamo il mare, il mare nero che si scatena
che si rovescia sopra al porto, sopra al porco che lo avvelena
il mare più salato che ci avete fatto lacrimare
date un bacio ai vostri candelotti, giusto prima di affogare.

Chi siamo noi? Ora siamo il vento che non potete più fare ostaggio
aria libera dai mulini, dalle catene di montaggio
il vento che spazzerà via, cancellerà l'orma dei vostri passi
che schianterà muri e sbarre scatenandosi per Marassi

Chi siamo noi? Ora siamo il fuoco che non avete mai domato
quello che brucia in fondo agli occhi di questo grigio supermercato
quello che cortocircuita i fili dell'allarme e del divieto
mentre noi spargeremo sale sulle rovine di Bolzaneto

Chi siamo noi? Ora siamo la notte, la luna persa dei disperati
dice il poeta: "Quando cade un uomo, si rialzano i mercati"
e per quest'uomo di eterna notte, per questa luce che se ne muore
aspetteremo che il sole sciolga il blocco nero che portiamo in cuore...

E così torneremo a Genova, così ritorneremo a Genova
così libereremo Genova, così saremo liberi a Genova...

Io quando tornerò a Genova dal baracchino del caffè di rito
l'antico samovar della tristezza, che sta bollendomi dentro al fiato
questo dolore che mi ha tradito l'enorme sagoma del lutto
il mio tormento che ho malcelato e queste lacrime che tengo stretto...

e in una Genova liberata, senza chiusura, senza sgomento
senza sott'occhio la via di fuga, senza furore, senza spavento
avrà senso cadere in ginocchio, alzare e prendersi le mani
piangere in piazza Alimonda...

Pardon: in Piazza Carlo Giuliani.


luglio 19, 2009

Tessere.

Sono troppo "anarchica" per tenere dentro il portafoglio tessere di partito.
Ma ci sono altre tessere che non dovrebbero mancare nelle tasche di nessuno.
Come ricordo vivo, partecipazione tangibile, condivisione fisica e ideale di quel che è stato.



Più che tesserati, siamo tessitori.

Il Latinorum degli altari,
I manti d'oro ai cardinali
Il Latinorum degli altari,
I manti d'oro ai cardinali
Noi che tessiamo ai papi vesti bianche,
Ma freddi, nudi e spogli stiamo sulle panche

Sete noi tessiamo,
Ma nudi siam.

I governanti al parlamento,
Il doppio petto, il doppio mento
I governanti al parlamento,
Il doppio petto, il doppio mento
Noi che tessiamo i panni a lorsignori,
Dannati sulla terra ce ne stiamo fuori

Sete noi tessiamo,
Ma nudi siam.

Ma il vostro regnò finirà
Se il nostro regno arriverà
Ma il vostro regno finirà
Se il nostro regno arriverà
Tessiamo l'orlo del vostro sudario,
Ché la tempesta già s'addensa al calendario

E noi che tessiamo
Ci vestirem.


(Alessio Lega, I Tessitori)

Sovrumani silenzi e profondissima quiete.

(Colette Calascione, Rapunzil)

Se della mia voce potessi liberarmi
per attorcigliare la tua gola alla mia
e solo usare quell'oceano
formato dalle tue parole che nettare sono
per la mia lingua di orfano di vedovo di straniero
Se smettere potessi d'essere assente
per trasformare la tua anima nella mia patria
lasciandoti sentire per una volta
l'impatto mortale del mio silenzio
In fondo altro non sono che il ricordo della tua voce
Ogni volta che mi rifiuti
finisci di partorirmi

(Alejandro Jodorowsky)

luglio 15, 2009

Nel dubbio spara.

Oggi sul blog del Russo è comparso questo video.
Un pallone, dei soldati, una partita.
Oltre il muro.

Chissà con chi giocavano i brillanti calciatori in mimetica.
Forse contro i fantasmi di una Guernica oramai dimenticata.
In attesa di nuove macerie ci facciamo prendere dalle notizie del giorno.
Non da questa.

GERUSALEMME (Reuters) - Israele ha respinto le accuse che gli sono state mosse da Amnesty International, Human Rights Watch e altre agenzie dell'Onu, secondo cui l'invasione di gennaio della Striscia di Gaza ha causato morte e distruzione in misura assolutamente ingiustificata.

Ora, alcuni dei soldati coinvolti nell'operazione hanno detto di essere stati sollecitati dai loro superiori a sparare per primi e, solo successivamente, preoccuparsi di salvaguardare i civili. Di conseguenza, hanno detto i militari, l'esercito è entrato a Gaza sparando.

In alcune testimonianze, sia scritte che in video, diffuse oggi dal gruppo Breaking The Silence ("Rompere il silenzio"), 30 soldati hanno detto che l'imperativo era di minimizzare la quantità di vittime israeliane per assicurare il giusto supporto del paese all'operazione.

"Meglio colpire un innocente che esitare nel colpire un nemico". Questo è che quello che un soldato, rimasto anonimo, ha detto di aver capito nelle riunioni antecedenti l'azione e nei 22 giorni di scontri, che sono cominciati il 27 dicembre e sono proseguiti fino al 18 gennaio.

"Se non sei sicuro, uccidi. Siamo entrati nella zona e le esplosioni erano pazzesche", ha detto un altro soldato. "Quando abbiamo avuto il via, abbiamo semplicemente cominciato a sparare contro i luoghi sospetti".

"In una guerra urbana, tutti sono tuoi nemici. Non ci sono innocenti".

La "Operazione Piombo Fuso" di Israele aveva l'obiettivo dichiarato di costringere i combattenti di Hamas a smettere di lanciare razzi contro le città israeliane.

Un gruppo per i diritti umani palestinese ha parlato di 1417 morti, 926 dei quali civili. L'esercito israeliano ha invece smentito questi dati, parlando di 1166 morti, dei quali solo 295 civili. Israele ha anche reso noto che sono stati uccisi 10 suoi soldati e tre civili israeliani.
(continua)

Come stavamo ieri.

A adesso che c'è?

C'è che ho caldo e sono stanca.
C'è che vorrei partire e andare chi lo sa.
E non tornare.

questa voglia di prendere, alzarsi e scomparire.
Così. Perchè ne ho voglia.
Che poi magari torna anche la voglia di ritornare.
O anche no, che importa.

Importa il movimento.

Io adoro il movimento. Hegel mi perseguita.
Senza inizio e senza fine, ma sempre In Circolo.

Se mai avrò un figlio sarà così
O almeno io gli voglio dare la possibilità che sia così: senza assurde inibizioni che pregiudichino la sua libertà.
Non voglio un figlio che mi menta e nemmeno uno di cui essere amica.
Se mai ci sarà voglio dirgli ciò che per mè si fa o non si fa, e se lui vuole fare una delle cose che io non farei mai va bene.
Non dovrà mentirmi ma non dovrà nemmeno aspettarsi di condividere pienamente con me un suo slancio.
Per quello ci sono gli amici e gli amori.

Ma io che per adesso sono figlia resto appesa al chiodo del dovere.
E non parto.
E sebbene abbia smesso di fingere un affetto che non provo, mi sento ancora responsabile verso quella parte di famiglia che ha sacrificato, ammortizzato e attutito le mie cadute con le sue attese e interposizioni.

Ma sapessi che voglia di prendere e andare dimenticando di essere figlia di qualcuno.
Ricominciare in un posto qualunque con un nuovo nome e una nuova vita.
Finalmente io, memore sempre di quel che sono stata.

Il caldo si sa, mi mette malinconia e follia.
Ci vuole una doccia
e ci vuole del cibo.

Ma l'anima che mangia?

luglio 14, 2009

Oggi sciopero

luglio 13, 2009

Diritto alla rete.

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

Diritto alla Rete
Alessandro Gilioli
Enzo Di Frenna
Guido Scorza



ECCO COSA FARE
il 14 luglio sul tuo blog


1 - pubblica sul tuo blog il logo col megafono che vedi a lato:

SCARICA IL LOGO E PUBBLICALO.jpg

2 - Titolo del post: "Oggi sciopero"

3 - Pubblica la tua foto col bavaglio, se puoi.

4 - Segnala il link a "Diritto alla Rete" per le nuove adesioni

Scrivi ad esempio: "Adesione all'appello di Diritto alla Rete contro il DDl alfano che imbavaglia la Internet italiana".